
Nella sala di produzione per la formatura a soffio, un riscaldatore a radiazioni infrarosse che non funziona correttamente non rappresenta un problema grave. Il riscaldatore semplicemente spinge le preforme in una zona di temperatura errata; di conseguenza si ottengono bottiglie con spessori delle pareti irregolari e aspetto anomalo. La linea di produzione rallenta, e bisogna passare ore a cercare di individuare il problema reale, invece di concentrarsi sul vero causa.
Cosa è davvero importante per i riscaldatori
I riscaldatori a radiazioni infrarosse destinati al trattamento del PET non sono intercambiabili. I riscaldatori a onde corte a base di halogeni o quarzo permettono una risposta rapida, ma la loro efficienza dipende da diversi fattori: la distanza tra i componenti, lo stato dei riflettori e l’invecchiamento della lampada. I riscaldatori a onde medie o a infrarossi vicini hanno caratteristiche migliori, ma è comunque necessario controllare attentamente la densità di potenza e la gamma spettrale emessa. Noi abbiniamo la densità di potenza, la geometria del filamento e la tensione elettrica alle specifiche del tunnel di riscaldamento fornito dai produttori di macchinari come Sidel, Krones, SIPA, Husky, SACMI e Nissei ASB. In questo modo, le preforme ricevono esattamente lo stesso flusso termico previsto per quella macchina. Le specifiche pratiche importanti sono: tensione di alimentazione tra 220–240 V o 380–480 V, connettori in quarzo o ceramica, connettori R7s o di tipo proprietario, nonché lunghezza e distanza focale esatte. I nostri riscaldatori sono progettati per mantenere l’efficienza entro il ±2% nel corso del loro ciclo di vita; inoltre, forniamo dati concreti per supportare queste informazioni, piuttosto che solo dichiarazioni pubblicitarie.
Perché è importante abbinare il riscaldatore alla macchina
Quando il riscaldatore è correttamente abbinato alla macchina, la curva di riscaldamento diventa più stabile. Si ottiene così una temperatura costante delle preforme, meno problemi legati ai difetti strutturali delle bottiglie e un peso sotto controllo. Ciò significa meno prodotti difettosi, meno necessità di riciclaggio dei materiali e cambi di configurazione più semplici. Inoltre, si riduce anche il consumo energetico, poiché il riscaldatore si accende soltanto quando necessario e si raffredda rapidamente, senza ritardi dovuti ai componenti pesanti. I periodi di sostituzione dei componenti si allungano, quindi non è più necessario sostituire i componenti ogni poche migliaia di ore; si può pianificare la manutenzione in base agli orari di produzione.
I dettagli che rendono semplice l’installazione
L’installazione è semplice, ma l’allineamento dei componenti è fondamentale. È necessario mantenere i riflettori puliti e posizionati correttamente; anche un piccolo scostamento può influenzare negativamente il funzionamento del riscaldatore e causare surriscaldamento delle preforme. È importante verificare la tensione alla presa di corrente, assicurarsi che la polarità dei connettori sia corretta e che il percorso del termocuplo sia corretto, in modo che il controller possa registrare correttamente i dati relativi alla zona di riscaldamento. Ci vuole circa 10–15 minuti affinché il riscaldatore raggiunga la stabilità termica. È consigliabile tenere a disposizione dei supporti di fissaggio di scorta per i tunnel di accesso laterale e superiore. Un aspetto importante da ricordare: le lampade a onde corte ad alta potenza permettono una velocità maggiore, ma richiedono una migliore gestione dell’aria e degli spazi disponibili. È quindi importante abbinare la tecnologia al processo di produzione, e non solo al modello della macchina.